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Uso corretto del farmaco

“Lèggere attentamente le avvertenze e le modalità d’uso”, quante volte l’abbiamo sentito ripetere in televisione o l’abbiamo letto sul giornali quando c’è la pubblicità di un medicinale. Ma perché è così importante conoscere il corretto uso di un farmaco? Innanzitutto un farmaco è una sostanza chimica che, introdotta nell’organismo, è in grado di prevenire o curare una malattia o un sintomo. Purtroppo i farmaci non sono mai privi di tossicità, ma saranno tanto più sicuri quanto i benefici supereranno i rischi. È compito del medico indicare perché è necessario assumere un farmaco, la dose da prendere, quante volte al giorno, quando rispetto ai pasti, la durata della terapia, gli effetti collaterali, le interferenze con altri farmaci. Il farmacista darà indicazioni sulle modalità di conservazione, cosa verificare sempre prima dell’assunzione (scadenza, stato di conservazione) e dove gettarlo se inutilizzabile in quanto è rifiuto pericoloso soggetto a raccolta e smaltimento differenziato (in Farmacia ci sono dei contenitori appositi per la raccolta). Per non invalidare una terapia occorre attenersi alle istruzioni impartite. Ci sono invece persone che, diffidando del medico, non assumono il farmaco, altri che interrompono la terapia al primo sintomo di miglioramento, che raddoppiano le dosi per guarire più in fretta o le dimezzano credendo di ridurre la tossicitù, altri che prolungano una terapia “perché fa bene”. Questi sono comportamenti da non seguire!

Cosa può accadere infatti se un farmaco viene utilizzato in modo non corretto?
Nel caso di una infezione antibatterica, ad es. l’assunzione di un antibiotico, non va sospesa quando la febbre diminuisce in quanto la rapida scomparsa dei sintomi non sempre coincide con la completa guarigione: infatti occorre che l’antibiotico raggiunga la sede dell’infezione e ci rimanga per un certo tempo a determinate concentrazioni. Nella terapia antibiotica è dunque importante il dosaggio e l’intervallo tra le somministrazioni: interromperla troppo presto o ridurre le dosi può comportare una ricaduta con rischi d’infezione ancora più gravi. L’assunzione del farmaco sarà interrotta solo se insorgono reazioni allergiche (crisi d’asma, orticaria); in questo caso il medico indicherà farmaci sostitutivi. Ci sono terapie durante le quali più farmaci dovranno essere assunti contemporaneamente e tutti i giorni per lunghi periodi di tempo come accade per l’ipertensione. In questo caso l’assunzione dei farmaci prescritti non sarà a discrezione del paziente e cioè secondo il bisogno, ma dovrà essere continuativa, senza interruzioni, altrimenti si potranno verificare rialzi pressori. Terapie di lunga durata portano a dare importanza eccessiva a tutti quei fenomeni secondari attribuiti al farmaco: in tutti i casi occorrerà parlasse al medico che è la sola persona in grado di modificare una terapia.

Come conservare i framaci
Importantissimo è dunque il corretto uso del farmaci, ma egualmente importante è il modo in cui questi vengono conservati. Per prima cosa è necessario collocare i farmaci in un luogo adatto, lontano da fonti di calore e di luce e, soprattutto, non accessibile al bambini, inoltre un farmaco dovrà essere utilizzato durante un preciso intervallo di tempo, detto periodo di stabilità, che può variare da pochi mesi a 5 anni. In questo arco di tempo la sua efficacia sarà massima; successivamente il farmaco risulterà meno attivo o modificherà la sua tossicità mettendo a rischio la salute del paziente, quindi un farmaco dovrà essere utilizzato solo se non è scaduto. È anche buona norma rispettare le condizioni di temperatura riportate sulle confezioni: in generale sieri, vaccini, insuline, vanno conservati in frigorifero (tra 0 e 8 gradi). Qualora non sia riportato un determinato valore, il farmaco sarà conservato a temperatura ambiente (tra 8 e 30 gradi). Alcuni farmaci temono l’esposizione alla luce, per questo sono contenuti in recipienti di vetro scuro (ad es. gocce, fiale, sciroppi), quindi, al momento della somministrazione dovranno essere assunti il prima possibile se non si voglia ridurre la loro attività (alcune sostando si inattivano dopo appena 15 minuti). È inoltre importante non toccare troppo i farmaci in quanto questo può portare ad inquinamento del prodotto; ciò vale soprattutto per i colliri e le pomate che vengono aperti e richiusi ripetutamente. Per i colliri è necessario anche evitare di appoggiare direttamente il contagocce sulla superficie dell’occhio, Inoltre tutti quei farmaci ottenuti per ricostituzione con acqua potabile, come ad es. gli antibiotici per uso pediatrico sotto forma di granulati, vanno conservati in frigorifero per un periodo di tempo pari a 7-10 giorni superato il quale non andranno più utilizzati. Basta seguire attentamente le istruzioni date dal medico e dal farmacista per ottenere il massimo beneficio da un farmaco e, se c’è qualcosa che non è chiaro, rivolgiamoci a loro per ulteriori chiarimenti: sarà sempre meglio che fare di nostra iniziativa o fidarci del consiglio degli amici.