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Un malato grave in casa

Il malato grave è un soggetto nel quale l’autonomia e la capacità funzionale di solito è seriamente compromessa. Modelli di organizzazione sanitaria miirano a ridurre l’ospedalizzazione favorendo l’assistenza in un contesto solidale quale la famiglia. Tale impegno necessita di tutti gli aiuti esterni possibili (medico di base, infermieri professionali, assistenti sociali, uffici ULSS per il disbrigo delle pratiche burocratiche e le farmacie dove acquistare il necessario e avere consigli sull’uso del materiale acquistato). Accanto ai problemi del malato che sono di tipo sanitario, legati alla propria malattia, di tipo psicologico, legati alla propria dignità di persona e di ordine sociale come l’emarginazione, vi sono altre problematiche comuni le cui complicanze possono essere prevenute dalla attenta opera dei familiari.

Pazienti con cancro

DOLORE
Il dolore non deve rappresentare una componente inevitabile della malattia. Esso può essere controllato. Sono disponibili molti farmaci in grado di alleviare il dolore, dagli analgesici più blandi, ai forti derivati morfinici; essi devono essere sempre somministrati dietro scrupoloso controllo medico e con estrema regolarità.

ANORESSIA
La perdita di appetito, od anoressia, è uno dei principali sintomi del paziente con cancro essendo causata soprattutto dai trattamenti farmacologici e radianti. Poichè il consumo energetico (metabolismo basale) di tali soggetti continua ad essere più elevato del normale, la perdita di peso anche considerevole che deriva dalla scarsa assunzione di cibo, può portare ad un incremento delle complicazioni e della mortalità. Bisogna in questi casi intervenire fornendo al paziente pasti piccoli e frequenti, costituiti da alimenti ad alto contenuto calorico.

NAUSEA E VOMITO
Sono sintomi comuni ai pazienti sottoposti a chemioterapia; oltre a produrre disturbi a livello fisico e psicologico, sono essi stessi causa di anoressia. Si combattono con la somministrazione di farmaci antiemetici e tenendo il paziente a digiuno nei giorni dedicati alla terapia.

Pazienti con inctus

NUTRIZIONE
In caso di difficoltà di masticazione si ricorrerà alla somministrazione di cibi frullati o di omogeneizzati e liofilizzati, curando di imboccare con molta calma l’ammalato, il quale non deve avere la sensazione che chi lo assiste ha fretta, affinché non sia a sua volta indotto a limitare l’assunzione del cibo.

PIAGHE DA DECUBITO
La comparsa e l’evoluzione di tali lesioni possono essere particolarmente rapide nei malati impossibilitati a muoversi in modo autonomo. Una volta che si sono instaurate, le piaghe da decubito risultano essere di difficile trattamento e sono spesso inguaribili. È quindi importante adottare provvedimenti di carattere preventivo miranti ad eliminare o ridurre i principali fattori di rischio, fra i quali soprattutto l’immobilità. La prolungata degenza a letto favorisce numerose complicazioni che soprattutto nell’anziano possono portare ad un progressivo e generale decadimento delle funzioni vitali, compromettendo quindi irreversibilmente le sue possibilità di recupero. Cambiare frequentemente la posizione dell’infermo nel letto, sia di giorno che di notte, usare materassi di gommapiuma ‘a nido d’ape’, di pelli d’agnello (velli) non artificiali, di lenzuola morbide ben distese e senza cuciture grossolane, eliminare qualunque corpo estraneo fra le lenzuola (molliche di pane), nonché sostituire le lenzuola stesse quando bagnate, risultano essere provvedimenti necessari per ostacolare l’instaurarsi delle lesioni. A ciò si deve aggiungere una continua ed accurata igiene delle regioni più vulnerabili, evitando l’uso di detergenti energici (alcool) o che non rispettino il pH fisiologico cutaneo. L’uso di oli eudermici o di piccole quantità di creme protettive, può aiutare, soprattutto in casi di lavaggi frequenti, amantenere la giusta elasticità della pelle.

TRATTAMENTO DELLE PIAGHE
Quando, nonostante le misure di prevenzione, compaiono arrossamenti cutanei o lesioni da decupito, è consigliabile consultare un medico. L’infezione va evitata mantenendo la lesione costantemente pulita; allo scopo sono utili lavaggi con soluzione fisiologica o di Ringer tiepide. Fra i disinfettanti è preferibile usare preparati non irritanti a base di cloro o di iodio-polivinilpirrolidone.
Esistono infine speciali pellicole adesive semipermeabili utilizzate per proteggere le ferite dall’attacco batterico esterno, soprattutto in caso di incontinenza.

INCONTINENZA
Quando tutti gli interventi farmacologici ed educativi volti ad eliminare l’incontinenza non assicurano risultati soddisfacenti bisogna necessariamente ricorrere a indumenti protettivi. È sempre raccomandabile una accurata igiene accompagnata da cambi frequenti, evitando di far indossare in modo continuo i pannoloni assorbenti per consentire una sufficiente areazione della parte ed evitare l’insorgenza di eritema cutaneo, nell’uomo, l’incontinenza urinaria può essere gestita anche con l’uso di guaine al pene. Quando, per varie ragioni, l’incontinenza urinaria non può essere affrontata con nessuno dei presidi indicati, il medico ricorre alla applicazione del catetere a permanenza, le cui manipolazioni devono essere fatte da infermieri. L’incontinenza fecale, se non ci sono disturbi del S.N.C., può essere dovuta a feci indurite che impediscono la funzione intestinale, il cui ripristino si può avere con l’uso di clisteri usa e getta.

STITICHEZZA
Legata alla posizione a cui è obbligato il malato può essere combattuta con una dieta ricca di fibre (pane integrale, frutta cotta, verdure) o con l’uso di mucillaggini che rendono le feci più grave; plastiche lasciando l’uso dei purganti solo ai casi ostinati. Far bere al malato acqua, camomilla, tisane, succhi vitaminizzati servirà ad evitare la disidratazione che spesso si instaura quando c’è febbre o si ha il catetere. La somministrazione dei farmaci deve essere scrupolosa come il medico ha prescritto, evitando di lasciarli alla portata del paziente, se non affidabile, per evitare assunzioni doppie o errate chiedendo consiglio in farmacia ogni volta vi sia un desiderio di chiarimento. Infine evitare tutte le condizioni che possano causare cadute dell’anziano ammalato come scendiletto, letti senza spalliere o incauti spostamenti perché una contusione o peggio una frattura sono da scongiurare.