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Fumo e salute

Difficile la vita per noi fumatori!
Divieti negli uffici, nei cinema, nei luoghi affollati e per fortuna che da noi il divieto non è ancora stato esteso a bar e ristoranti. Nonostante questo e gli avvertimenti sugli stessi pacchetti di sigarette, il fumo resta un’abitudine diffusissima. Per i non fumatori siamo diventati il nemico da sconfiggere e non solo perchè la nostra casa e i nostri abiti sanno di fumo, ma anche perchè siamo portatori di morte per noi stessi e per gli altri.

Perché si fuma?
A parte l’immagine che ne risulta avvantaggiata (aspetto disinvolto, sicuro di sé) la sigaretta sembra aumentare la concentrazione, ridurre l’ansia, migliorare l’umore, favorire il rilassamento. Dunque fumare reca solo vantaggi?
Non la pensa così il mio medico e con lui tante altre persone. Mi ha chiesto di smettere per un solo motivo: il fumo è il maggior responsabile di tutte le cause di morte per malattia. È la causa principale del tumore del polmone ed ha un ruolo determinante nello sviluppo di malattie cardiovascolari e cerebrali (ictus).
Il consumo di un pacchetto di sigarette al giorno raddoppia il rischio di infarto del miocardio. Nel fumo si distinguono 3 gruppi di sostanze nocive:
– la nicotina, che viene velocemente assorbita dal polmone e reca lesioni alle pareti arteriose, è la responsabile della dipendenza dal fumo;
– il monossido di carbonio che impedisce l’ossigenazione del sangue legandosi all’emoglobina;
– il catrame che è costituito da circa 4000 sostanze di cui alcune decine sono cancerogene e si depositano nel filtro durante la combustione.

Fumare le sigarette leggere può ridurre questi rischi?
Non del tutto, in quanto l’uso di sigarette leggere fa si che venga aumentata la frequenza e la profondità dell’inalazione per compensare il ridotto contenuto di nicotina e così si aspirano più sostanze nocive. Il fumo provoca danni infiniti che non si manifestano immediatamente, ma compaiono a distanza di anni: il cancro polmonare è in continuo aumento ed il tabacco è responsabile anche di neoplasie che si sviluppano nel cavo orale, faringe, laringe, esofago, vescica, rene e pancreas. Rappresentano maggior pericolo il numero di anni in cui si è fumato piuttosto che il numero di sigarette fumate per anno. Smettendo di fumare, il rischio di sviluppare un cancro si riduce fino a raggiungere quello dei non fumatori; lo stesso avviene per quanto riguarda le malattie cardiovascolari. Smettere sarà più vantaggioso per chi fuma da molti anni in quanto si riduce l’accumulo di rischio. Le donne fumatrici oltre ad avere gli stessi rischi, in gravidanza hanno un’aumentata abortività spontanea, danni alla placenta, aumento di difetti congeniti nel nascituro e scarso peso del neonato alla nascita. Nelle donne fumatrici si ha anche minore fertilità. Il fumo è anche un inquinante ambientale e non bisogna dimenticare che quello passivo (respirato dai non fumatori) è pericoloso quasi come quello attivo.

Non è dunque l’ora di smettere? Ma cosa si può fare?
Per prima cosa occorre essere convinti di ciò che si fa; bisogna coinvolgere amici e familiari nel proposito di tenere lontano le sigarette. È meglio smettere bruscamente piuttosto che ridurre il numero di sigarette fumate perchè ciò rende più difficile il distacco. Può aiutare anche il cercare di soddisfarsi con altri mezzi: regalarsi qualcosa che si è sempre desiderato, cominciare qualche nuovo sport o hobby. È bene essere preparati alla sindrome d’astinenza che insorge alla sospensione del fumo e che si manifesta con irritabilità, cefalea, alterazione del sonno, aumento dell’appetito. Tale sindrome ha inizio 24 ore dopo la sospensione e può proseguire anche per qualche mese. Da un punto di vista scientifico la sindrome non è così insuperabile come spesso si vuole far credere e poi, anche se a volte potrà sembrare un po’ difficile, con la volontà e qualche aiuto dell’industria farmaceutica, che bello poter dire: sigaretta? No grazie.