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Alimentazione corretta

L’Educazione alimentare è sicuramente parte fondamentale dell’Educazione sanitaria di cui l’AFAS si è fatta carico ormai da anni, diffondendo e trasferendo notizie, informazioni e corretti comportamenti, anche al di fuori dell’ambito ristretto delle sedi farmaceutiche.
Mai come nel periodo che precede l’estate è importante parlare di Educazione Alimentare che ha e deve avere come obiettivo fondamentale una nutrizione adeguata che poi è il requisito essenziale per la salute e per il trattamento di numerose patologie.
La febbre del “magro”, vero e proprio mito dei tempi moderni, convive, e non senza contraddizioni, con una cultura opulenta del cibo, tanto che da una parte assistiamo ad un aumento delle patologie legate al rifiuto del cibo (anoressia), dall’altro verifichiamo ogni giorno di più un aumento del numero di persone in sovrappeso o addirittura obese, anche in fasce di popolazione giovanissime.
Fra i due estremi, che sono di competenza del medico, milioni di persone che tentano invano di perdere qualche chilo.
Sono proprio questi ultimi, perennemente alla ricerca della dieta “miracolosa”, che devono acquisire notizie certe, informazioni corrette su come realmente funziona il nostro organismo nei confronti del cibo. Intanto possiamo dire che mentre l’alimentazione è intermittente, le richieste energetiche sono continue.
Per esempio dobbiamo assicurare un apporto costante di nutrienti al cervello, che richiede circa 5g/ora di glucosio, sia durante il pasto sia durante il digiuno.
Per far fronte a queste richieste, meccanismi ormonali e metabolici favoriscono l’accumulo di nutrienti, soprattutto sotto forma di glicogeno, ed il loro utilizzo nei periodi successivi o durante un digiuno prolungato.
D’altra parte non si può dimenticare che la stabilità del peso corporeo dipende dall’equilibrio fra introito calorico (ciò che mangiamo) e dispendio energetico nel tempo (ciò che realmente consumiamo).
Poco ancora conosciamo sui meccanismi che regolano internamente questi due processi, è certo però che operano non sul singolo pasto, ma su un periodo più lungo di vari giorni.
Le alterazioni prolungate di questi meccanismi di controllo, in generale, sono alla base dell’obesità da una parte e di calo ponderale dall’altra.

Il nostro corpo, pur caratterizzato da una notevole complessità chimica, richiede effettivamente per il proprio mantenimento un fabbisogno nutrizionale molto semplice, dal momento che è in grado di sintetizzare un vasto numero di molecole organiche.

La maggior parte delle sostanze introdotte con gli alimenti infatti, inclusi i grassi, i carboidrati, le proteine, è degradata nei singoli componenti ed utilizzata per la sintesi di fonti energetiche e costituenti corporei.
Alcuni aminoacidi le vitamine, oltre all’acqua e a molti componenti inorganici contenuti negli alimenti: calcio, fosforo, potassio, sodio, magnesio, ferro, zinco, cloro, sono però essenziali, il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli e pertanto li dobbiamo introdurre con l’alimentazione. Il fabbisogno di una sostanza nutritiva fondamentale non è facilmente definibile, anche perché le richieste possono variare in epoche differenti della vita: nello sviluppo embrionale, nel bambino in accrescimento, in gravidanza e allattamento.
Non solo, il fabbisogno minimo varia notevolmente tra gli individui sani essendo influenzato da un’ampia varietà di fattori ambientali, genetici, ormonali e fisiologici.
Una alimentazione sana ed equilibrata comunque fornisce livelli di nutrienti compresi fra la dose minima richiesta e la dose massima tollerata.
Dal punto di vista clinico gli standard nutrizionali
non si basano sul fabbisogno assoluto di “nutrienti” quanto sugli apporti dietetici raccomandati: R. D. A., sigla che sempre più spesso leggiamo sulle scatole di integratori dietetici, sufficienti a soddisfare le richieste di individui sani.
Così come l’assunzione di un elemento essenziale al di sotto del livello critico è alla base di malattie, l’assunzione di numerosi “nutrienti” al di sopra di uno specifico livello, può determinare inabilità acuta e progressiva.
Le manifestazioni acute da intolleranza dietetica comprendono nausea, vomito, crampi addominali, cefalee,…
La disponibilità biologica dei “nutrienti”, può variare notevolmente, persino in diete con identico contenuto degli stessi. Per esempio non tutte le proteine hanno un valore biologico identico in termini di contenuto ottimale di aminoacidi, quelle del latte, uova e carne hanno un elevato valore biologico, non altrettanto quelle del mais, della soia, del glutine di frumento. Da quanto precede è evidente l’importanza di una alimentazione corretta, variata, non troppo abbondante, che tenga conto del nostro stile di vita, ma soprattutto mai tentare una dieta senza averne parlato con il proprio medico, per evitare rischi proprio per la salute.