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Lievi patologie della pelle

La pelle, organo di rivestimento del corpo umano, è formata da tre strati: l’epidermide composta
da tessuto epiteliale, il derma e l’ipoderma composti entrambi da tessuto connettivo.
Le ghiandole, che si trovano a milioni nella cute, peli e unghie sono gli annessi della pelle.
I nervi e i vasi si raggruppano in plessi (intrecci a rete). La pelle è un organo con funzioni di: protezione,
senso, regolazione del calore, secrezione ghiandolare, assorbimento (assunzione di sostanze) e respirazione.
La cute come ogni altro organo interno può ammalarsi e tra le patologie lievi si possono menzionare:

Eczema
Eritema solare
Ustioni
Geloni
Acne volgare o acne giovanile
Dermatomicosi
Verruche

Eczema
È la malattia della pelle più frequente e consiste in un processo infiammatorio superficiale che ha inizio
quasi sempre con un arrossamento pruriginoso; ben presto spuntano piccole macchie rosse che possono
trasformarsi in vescicole che rompendosi danno luogo a superfici umide e rosse piuttosto estese
che asciugandosi formano croste o squame secche. L’eczema è disposto irregolarmente, quasi in ogni parte
del corpo, ma non interessa mai le mucose. Esso si evolve con eruzioni successive tendenti ad estendersi
e cronicizzarsi.

Se l’eczema è umido possono usarsi impacchi con infuso di camomilla, acqua borica, non vanno usate mai
polveri perché possono favorire l’instaurarsi di una infezione. In genere non si devono usare acqua e sapone.
Nell’eczema cronico sono efficaci i cambiamenti di clima, il lungo soggiorno all’aria aperta e le attività
sportive che migliorano la circolazione del sangue a livello della cute.

Eritema solare
I primi sintomi si manifestano poche ore dopo l’esposizione al sole: arrossamento più o meno intenso della pelle con prurito e bruciore; nei casi più gravi dolore bruciante della pelle e formazione di vescicole spesso accompagnati da dolori di testa, febbri, brividi e diarrea. Il sole di montagna, nei ghiacciai e in zone innevate è particolarmente pericoloso e a volte bastano 20-30 minuti di esposizione per provocare l’eritema.

Le pelli chiare sono più sensibili di quelle scure e prima dell’esposizione ai raggi solari vanno applicate creme contenenti filtri protettivi. In caso di eritema vanno applicati latte o crema lenitiva o dopo sole, o semplicemente lavaggi con acqua fredda.

Ustioni
Le ustioni sono prodotte sui tessuti dall’azione del calore, il quale può agire sia per contatto diretto, sia sotto forma di calore radiante. Le causticazioni in tutto simili alle ustioni per quel che riguarda la sintomatologia se ne differenziano dal punto di vista eziologico: sono infatti provocate dall’azione sull’organismo di particolari sostanze chimiche (caustici ad es. soda caustica, acido solforico ecc.)
Si distinguono in tre gradi:
1° grado: ha arrossamento e dolorabilità della pelle e si può avere anche una desquamazione dell’epidermide con transitoria colorazione bruna delle parti colpite;
2° grado: formazione di vescicole piene di liquido serioso;
3° grado: oltre all’arrosamento e la formazione di vescicole si hanno lesioni più profonde con necrosi e colorazione nerastra delle pareti colpite.
Possono comparire, nelle ustioni di 2° e 3° grado, gravi sintomi generali come febbre alta, polso frequente (tachicardia), insonnia e sintomi di shock. Se l’azione riguarda più di un terzo della superficie cutanea la prognosi è riservata. Nelle piccole ustioni la prima cosa da fare è un lavaggio di circa 10-15 minuti con acqua fredda, se sono presenti indumenti vanno rimossi tagliandoli senza mai strapparli. Se vi è forte dolore applicare una crema contenente un anestetico locale, e in taluni casi può risultare utile applicare una crema a base di idrocortisone; esternamente e cioè intorno alla ustione va applicato iodio pevidone, invece la ustione va disinfettata con soluzione fisiologica sterile. Le vesciche se presenti vanno forate con ago sterile.
L’area ustionata va medicata con garza sterile. Se è presente forte dolore si può assumere aspirina. Senza consiglio medico non vanno assunti: tachipirina, antistaminici per via orale e creme antibatteriche. Sull’ustione non va mai applicato olio di oliva che potrebbe infettare l’ustione, alcol denaturato, acido borico, violetto di genziana, acido tannico, acido picrico.

Geloni
Sono causati da un difetto di circolazione in corrispondenza delle parti più esposte che non riescono ad adattarsi alle variazioni di temperatura. Si manifestano più frequentemente nelle donne più che negli uomini. Si presentano con chiazze tumefatte e noduli rilevati rosso violacei, pelle fredda e sensazioni di formicolio, prurito, dolore, quasi sempre alle mani, ai piedi e più raramente in altre parti del corpo. Si possono avere, in corrispondenza della zona lesa formazione di vescicole e di ulcerazioni necrotiche.
I geloni vanno frizionati con alcol canforato, tintura di arnica (se la pelle è integra), bagni alternati: 5 minuti con acqua a 37°C e 5 minuti con acqua a 15°C. Portare guanti e calze di lana.

Acne volgare o acne giovanile
È un comune tipo di affezione che colpisce viso, petto e dorso per lo più durante la pubertà caratterizzato da comedoni (punti neri costituiti da sebo, misto a cellule cornee in corrispondenza degli orifizi pilo-sebacei). Per infezioni successive i comedoni possono trasformarsi in pustole, foruncolo o vere e proprie raccolte ascessuali. Diverse cause e non tutte note, possono favorire la seborrea, tra queste: disturbi gastroenterici, disfunzioni ormonali (tipica nella donna è l’esacerbazione della dermatosi in vicinanza delle mestruazioni) e talora squilibri dietetici. Non è una malattia grave e anche se in genere può guarire spontaneamente (di norma intorno ai 20 anni) richiede una valutazione medica. Non esiste una terapia risolutiva della affezione ma in commercio vi sono prodotti che se usati correttamente possono migliorare sensibilmente l’aspetto della pelle e il suo stato di salute. Molto usato è il Benzoil Perossido che si trova in commercio sotto forma di creme, gel o lozioni al 3%, 5%, 10% dotato di attività antibatterica, cheratolitica e sebostatica, ma può provocare secchezza e desquamazione cutanea che regrediscono con la sospensione per pochi giorni. Anche l’acido trans-retinoico (tretinoina), che è un derivato della vitamina A è un eccellente esfoliante che agisce nella ipercheratosi follicolare prevenendo la formazione dei comedoni. Viene usata in preparazioni topiche alla percentuale dello 0,05%. Non è privo di effetti collaterali quali la desquamazione, arrossamenti; inoltre è fotosensibile; è per questi motivi che deve essere usata su consiglio medico o del farmacista. Ora i prodotti a base di Tretionina sono soggetti a severe regole di dispensazione, per la prevenzione del rischio teratogeno, per cui non sono prodotti di automedicazione e vanno presi solo dietro prescrizione medica. Altre sostanze di impiego comune sono: l’urea, l’allantoina, l’acido lattico che sono sostanze ad azione esfoliante, cheratoplastica e seboregolatrice.
Poi vi sono alcune sostanze ad azione assorbente e opacizzate come ad esempio l’ossido di zinco, l’ossicloruro di Bismuto ad azione astringente e antitraspirante come alcuni sali di alluminio. Le vitamine B6, H, A, F per applicazione cosmetica hanno azione seboregolatrice. Ultimo ritrovato nella terapia dell’acne è l’acido azelaico (prodotto naturale). È una sostanza che sembra sia del tutto priva di effetti secondari indesiderati, non è fotosensibile e fino ad ora non ha dimostrato fenomeni di intolleranza cutanea, se si esclude una leggera irritazione che compare nei primi giorni di terapia. Favorisce la lisi dei comedoni e normalizza il processo di cheratinizzazione. Possiede una spiccata azione battericida, riduce il numero di lesioni infiammatorie e nel trattamento prolungato ha mostrato effetti benefici sulla cicatrizzazione delle lesioni acneiche. Viene usato sotto forma di crema al 20%. L’acido azelaico blocca l’enzima responsabile della trasformazione del testosterone in diidrotestosterone, che è la causa della iperproduzione di sebo.

Nel trattamento cosmetico dell’acne un valido aiuto ci viene dato dal mondo vegetale, infatti principi attivi vegetali vengono applicati sotto forma di maschere facciali, creme evanescenti, gel, lozioni, latti detergenti che avranno la funzione di detergere, purificare, lenire la delicata cute acneica. I fitoestratti usati allo scopo sono: la Bardana, la Betulla, l’Elicrisio e l’Aloe. Comunque è buona norma consultarsi con il proprio medico o farmacista per l’acquisto del cosmetico più adatto.

Per non peggiorare l’acne si deve:
– evitare di schiacciare i comedoni;
– evitare di rompere le pustule e togliere la crosta onde evitare la comparsa di cicatrici;
– non vanno usati saponi molto energetici, i quali dapprima migliorano lo stato acneico ma poi inducono una maggiore produzione di sebo;
– evitare cosmetici molto grassi come ad esempio gli oli abbronzanti ecc.;
– evitare di coprire le lesioni acneiche con creme colorate, fard, ciprie che possono ostruire ulteriormente i pori della pelle salvo prodotti appositamente preparati;
– evitare anche di esporsi al sole per lunghi periodi o durante una contemporanea terapia a base di certi antibiotici (tetracicline) o vitamina A o Benzoil Perossido.

Infine un ruolo importante lo svolge la dieta, così sono da evitare: carne grassa, prosciutto grasso, pesce affumicato, lo strutto, i salumi, le spezie, i cibi piccanti, le bevande alcoliche, il cioccolato, il caffè e i dolci. Invece sono raccomandati: le verdure verdi, la frutta, i pomodori, la ricotta, lo yogurt, la carne magra, il burro, l’olio e il pane integrale.

Dermatomicosi
Si tratta di una infezione dello strato corneo dell’epidermide dovuta a miceti (funghi microscopici). Si distinguono in superficiali e profonde. Il contagio avviene quasi sempre per il prolungato contatto con materiale infetto che spesso avviene nelle piscine, nelle palestre e anche tramite calze di lana, asciugamani, panni e oggetti di pelle. Evitare quindi qualsiasi contatto dei piedi nudi con stuoie di legno, pedane di legno umido e tappeti. Se si ha tendenza ad abbondante sudorazione dei piedi è consigliabile effettuare un’accentuata toeletta giornaliera. Le micosi trovano le migliori condizioni biologiche in ambiente umido. Scarpe strette, suole o calze che non lasciano traspirare e impediscono la evaporazione del sudore creano una “camera umida” perciò e necessario cambiare ogni giorno le scarpe e le calze in modo che la superficie interna della calzatura abbia il tempo di asciugare bene.
Le micosi si manifestano all’inizio con piccole macchie, poi chiazze rosse ricoperte al centro da piccole squame furfuracee e ai margini da piccole vescicole che in seguito si infiammano e suppurano, mentre al centro le vescicole guariscono per essiccamento. Queste lesioni si sviluppano rapidamente e in pochi giorni raggiungono la grandezza di una moneta da cento lire e si possono avere anche chiazze della grandezza del palmo della mano. Sono interessati soprattutto il collo, il viso. il piede, il dorso della mano e nei bambini spesso il capo.

La diagnosi e la cura va affidata al medico che ha a disposizione mezzi efficaci sia per le micosi superficiali, pomate, lozioni, polveri ecc., contenenti principi attivi antimicotici quali ad esempio il toluaftato, miconazolo, ketonazolo e fluconazolo ecc. sia per le micosi profonde in compresse.

Verruche
Si distinguono verruche volgari, che si presentano come rilevatezze emisferiche, rotondeggianti, di colorito grigiastro o brunastro, a superficie irregolare, moriforme, dure al tatto e talora dolenti; verruche piane o giovanili che si sviluppano sul viso e sul dorso delle mani sotto forma di piccolissime rilevatezze cutanee [ondeggianti, pianeggianti a superficie liscia grandi come la testa di un cerino, dello stesso colorito della pelle o più scure. Sembra che entrambi i tipi siano di origine virale.

La terapia elettiva delle verruche volgari è la causticazione, di quelle giovanili è l’applicazione di pomate all’acido salicilico o resorcina.