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Ipertensione

L’ipertensione viene definita come un aumento della pressione sistolica (massima) e/o diastolica (minima). La pressione va controllata anche se si è giovani e sani, perchè l’ipertensione è spesso asintomatica. La misurazione della pressione si effettua facilmente con un apparecchio chiamato sfigmomanometro. Il paziente che si sottopone al controllo deve trovarsi a proprio agio, correttamente seduto o sdraiato da almeno 5 minuti. Riscontrare una sola volta valori elevati non è sufficiente per diagnosticare la presenza di ipertensione, perchè uno stato di stress, uno sforzo fisico, la semplice paura di una visita possono essere responsabili di un artificioso innalzamento pressorio. L’ipertensione invece è certa se riscontrata in più misurazioni, eseguite in condizioni di tranquillità. Prima di iniziare qualsiasi forma di trattamento antiipertensivo occorre ricercare le cause dello stato ipertensivo. Infatti anche se per il 90-95% dei casi non è possibile determinare l’origine e si parla perciò di ipertensione “primaria” o “essenziale”, nel rimanente 5-10% dei casi è possibile risalire alle cause (esempio: malattie renali, endocrine, vascolari) e rimuoverle: in questa ultima ipotesi si parla di ipertensione “secondaria”. Chiamasi invece “ipertensione Bordeline-limite” quando, pur avendo il paziente valori pressori normali, questi siano al limite di una ipertensione lieve, tali valori vanno controllati senza uso di farmaci. Nei casi in cui non è stato possibile riconoscere o comunque rimuovere le cause, ricorreremo ad un trattamento antiipertensivo. Se l’ipertensione non viene trattata induce un insieme di modificazioni patologiche in molti organi: cuore, vasi, occhio, reni, cervello.

Disturbi derivati dall’ipertensione
In caso di ipertensione essenziale è necessario mettere in atto per prima cosa determinate misure igieniche. Il fumo va assolutamente scoraggiato, in quanto rende ancor più frequenti e gravi i danni dell’ipertensione e può favorire anche rialzi pressori acuti. Anche l’assunzione del caffè deve essere diminuita. È permesso moderato consumo di vino, sebbene sia preferibile l’astensione, anche per possibili interferenze farmacologiche; sconsigliati sono i liquori. Un’attività fisica moderata e regolare (camminare, correre, nuotare, andare in bicicletta) può essere di grande aiuto e aumentare l’efficacia della terapia medica. Evitare occasioni di ansia, tensione, stress eccessivo. In pazienti obesi potrà essere fondamentale una riduzione di peso, ottenuta seguendo una dieta ipocalorica. Limitare il consumo di sali (cloruro di sodio) ed evitare cibi particolarmente salati (intaccati, alimenti conservati, etc.) potrà essere utile. In commercio esistono dei sostituti del sale da cucina, contenenti meno sodio e più potassio. Quando la riduzione della pressione non è realizzabile adottando semplicemente le misure igieniche già esposte, è necessario ricorrere ad una terapia farmacologica. Una volta iniziata la terapia, i valori pressori vanno controllati per tutta la vita e le cure prescritte devono essere praticate in modo continuato secondo le modalità e dosi ordinate dal medico. Non si deve assolutamente sospendere in maniera arbitraria la terapia, anche se il farmaco ha normalizzato la pressione. Se compaiono effetti collaterali quali: stanchezza, sonnolenza, secchezza della bocca, modificazione dell’umore, sarà buona norma segnalarli al medico per ricevere i consigli più appropriati. L’interruzione di una terapia antiipertensiva può provocare, se avviene bruscamente, improvvisi rialzi della pressione, che sono molto pericolosi per i rischi che comportano: infarto, emorragie cerebrali, ecc.